2026 – Camera obscura

 Laboratorio fotografico a cura di Carlo Cattadori e Marco Costa

La camera obscura montata all’aperto presenta il  fenomeno della produzione delle immagini (rovesciate) su una superficie bidimensionale attraverso un piccolo foro senza uso di tecnologia, secondo un procedimento usato fin dall’antichità per osservazioni astronomiche e dal XVI secolo in campo artistico .

Nei giorni 12, 13 e 14 maggio si sono alternate 25 classi, per un totale di circa 270 alunne e alunni, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado.

I visitatori divisi in gruppi di 5/6 si accomodano sul pavimento della camera e appena gli occhi si adattano al buio vedono formarsi, sulla parete opposta della camera, l’immagine capovolta dell’edificio della ex Chiesetta verso cui era rivolta la camera.

All’uscita constatano che l’effetto è dovuto ad un semplice foro praticato nel rivestimento della camera, senza nessuna lente o altro dispositivo ottico. Il buco delimita un cono di luce riflessa dall’edificio i cui particolari risultano ribaltati in senso alto/basso e destra/sinistra.